Cannabinoidi

I cannabinoidi

La pianta della Cannabis Sativa è dotata di moltissime sostanze che si trovano nelle foglie e nelle infiorescenze femminili. Queste sostanze sono i principi attivi chiamati nel loro insieme fitocomplesso. Tra queste sostanze i più attivi sono i cannabinoidi naturali, oltre ai terpeni, i flavonoidi, gli alcaloidi e altre molecole nella resina contenuta nei tricomi e nei pistilli delle sue infiorescenze.

Con il termine di cannabinoidi naturali o fitocannabinoidi la scienza ha identificato una famiglia di composti chimici presenti principalmente nella pianta: sono idrocarburi che contengono nitrogeni, quindi non sono alcaloidi. Si conoscono circa un centinaio di fitocannabinoidi e gli studi sulle loro proprietà è ancora agli inizi.
I più noti cannabinoidi sono sicuramente il THC (delta-9-tetraidrocannabinolo) e il CBD (cannabidiolo).

Il THC è la principale molecola responsabile delle proprietà psicoattive della pianta e pertanto è gestito solo dalle farmacie su prescrizione medica in riferimento ad alcune gravi patologie, con autorizzazione AIFA n. 387 del 9 aprile 2013. Infatti coltivazione della cannabis a questo scopo (VARIETA’ FM2) e distribuzione alle farmacie di THC sono operazioni affidate dal Ministero allo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze e se necessario può essere autorizzata l’importazione dall’estero e la coltivazione presso altri enti.

Gli altri cannabinoidi, come il CBD, invece, non possiedono effetti psicotici.
Tutte le forme di cannabinoidi in natura si presentano sotto forma acida ossia carbossiliche, come acidi cannabinoidici, Quando la Cannabis viene sottoposta a determinate temperature, per mezzo del sole o in altre forme indoor, viene innescato un processo chiamato “decarbossilazione" e gli acidi vengono trasformati nei relativi cannabinoidi neutri.
Esempio:
CBDA = parte acida
CBD= parte neutra, utilizzata nelle soluzioni officinali

Una semidecarbossilazione (CBDA + CBD) a temperature controllate è spesso più consigliata che una decarbossilazione totale per utilizzare al meglio l’effetto dei cannabinoidi e non perdere i valori terpenici.

Il corpo umano possiede specifici siti di legame dove vengono prodotte piccole molecole che fungono da neurotrasmettitori.
Queste molecole agiscono come i composti della cannabis, per questo vengono chiamati endocannabinoidi, mimandone gli effetti rigeneranti. (Vedi sistema endocannabinoide). Le ultime ricerche sembrano indicare possibili sintomi e sindromi da carenza o sbilanciamento dei cannabinoidi prodotti dall’organismo umano.

Cannabinoidi (o cannabinoli) principali:

Fonti:

– “CANNABIS TERAPEUTICA, UN MONDO SCONOSCIUTO: PROPRIETÀ’
FARMACOLOGICHE, UTILIZZO E PRESCRIZIONI”, Dr.ssa Cristina Amodeo
– “Cannabinoidi e Sistema Endocannabinoide”,Franjo Grotenhermen, nova-Institut, Goldenbergstraße 2, D-50354 Hürth, Germany

http://www.cannabis-med.org/italian/journal/it_2006_01_2.pdf
http://www.purexis.ch/it/