Cannabis terapeutica

Possiamo affermare che la ricerca moderna sulla cannabis terapeutica nasce dalla scoperta del sistema endocannabinoide, dopo circa 80 anni di proibizionismo. Nonostante la cannabis sia stata utilizzata per millenni come applicazione medicinale presso tantissimi popoli nel corso della storia mondiale, solamente nel 1800 è stata introdotta dallo studioso William Brooke O’Shaughnessy nella farmacologia occidentale, dopo aver validato i risultati scientifici della medicina indiana e aver scoperto nuove applicazioni terapeutiche.

Dalla “Cannabis Sativa L” si possono estrarre componenti, detti CANNABINOIDI, utili a scopo curativo.

La canapa è una pianta antichissima con 10mila anni di utilizzi alle spalle e solo 80 anni di duro proibizionismo, sviluppatosi per motivi di natura politica ed economica, che hanno stimolato un’associazione di idee negative verso la pianta. Negli ultimi decenni, invece, di fronte all’emergenza di risolvere origini e sintomi di diverse malattie in aumento, numerosi ricercatori di tutto il mondo hanno ricominciato a studiare le proprie­tà della cannabis.

Tra i cannabinoidi ve ne è uno che risulta psicoattivo: cosiddetto delta-9-THC oppure THC. Ma ve ne sono tantissimi altri nella cannabis che non hanno effetti psicoattivi, né collaterali, come per esempio il CBD (cannabidiolo).

Il THC si trova come principio attivo nelle soluzioni galeniche preparate in farmacia su prescrizione medica predisposte, in riferimento ad alcune gravi patologie, con autorizzazione AIFA n. 387 del 9 aprile 2013. Infatti coltivazione della cannabis a questo scopo (VARIETA’ FM2) e distribuzione alle farmacie di THC sono operazioni affidate dal Ministero allo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze e se necessario può essere autorizzata l’importazione dall’estero e la coltivazione presso altri enti.

Gli altri cannabinoidi possono essere adottati come materia prima da altre aziende specializzate, come la PUREXIS SA che si occupa di nutraceutica (vedi prodotti nella sezione shop), per realizzare rimedi naturali che non necessitano di ricetta medica e posso essere usati in maniera libera e autonoma.

Questi sono capaci di interagire con l’organismo umano migliorandone naturalmente molte funzioni psico-fisiche, risultando efficaci contro numerosi disturbi. Inoltre per l’assunzione di questi cannabinoidi non sono stati osservati degli effetti collaterali rilevanti, come per il CBD che assunto da solo senza THC non ha evidenziato effetti avversi. (“La canapa come medicinaFranjo Grotenhermen, medico, e Renate Huppertz, ingegnere agrario, sono collaboratori del nova-Institut di Colonia).

Come riporta il documento nella rassegna clinica “Cannabinoidi e dolore neuropatico centrale” curata da Francesco Crestani della SOC Terapia del Dolore e Cure Palliative – ASL 18, Rovigo-Trecenta, una peculiarità dei cannabinoidi è che essi possono avere più di una indicazione: dall’effetto analgesico, a stimolante dell’appetito, fino ad essere un ottimo anti-nausea e immunomodulatore.

FONTI

– “La canapa come medicina” Franjo Grotenhermen, medico, e Renate Huppertz, ingegnere agrario, sono collaboratori del nova-Institut di Colonia

– “Rassegna clinica “cannabinoidi e dolore neuropatico centrale” curata da Francesco Crestani della SOC Terapia del Dolore e Cure Palliative – ASL 18, Rovigo-Trecenta